“Binario Zero”, le storie dei senzadimora per parlare di diritti e servizi negati

lib2Le storie di Eugenio, Marian, Ali, Dino, Ibrahim, Michele e di tanti altri senzafissadimora sono arrivate a Troia. Voci, sogni, paure, solitudini, speranze, vite sgualcite, relazioni difficili, senso di invisibilità. E’ tutto racchiuso lì, nel libro ‘Binario Zero. Storie da foglio di via’, pubblicato da edizioni fogliodivia e presentato lo scorso 24 gennaio presso il Bibliocafè Skantinato 58 di Troia. Un’occasione per riflettere sul tema della povertà, per ascoltare le storie di chi vive in fragilità sociale, per respirare l’odore nauseabondo che viene fuori dalle pagine del libro. Ma anche un’occasione per confrontarsi su come favorire una piena integrazione socio-lavorativa di quanti vivono ai margini, sulle difficoltà di accesso ai servizi per chi è privo di una residenza anagrafica, sull’incapacità politica delle Amministrazioni Comunali di programmare reali interventi di assistenza e di reinserimento. Perché il fenomeno della povertà è in aumento. Perdita del lavoro, crisi economica, dipendenza dal gioco d’azzardo, padri separati. Nuovi volti, nuove povertà che popolano sempre di più i luoghi di ricovero per chi una casa non l’ha più. Stazioni, vagoni abbandonati, sale d’attesa, panchine. Come le panchine in cui sono nate le storie raccolte nel libro.

Nate dalla polvere, dalla strada. Senzatetto, vagabondi, sans-papiers. Italiani e migranti. Storie da foglio di via. Un bicchiere di latte caldo ed una manciata di biscotti in cambio di una storia. Storie raccontate sul piazzale della stazione di Foggia. Un immaginario binario zero, che racchiude tante storie, tante vite. Ed è proprio quella virtuale rotaia di piazza che dà il titolo al libro ‘Binario Zero. Storie da foglio di via’, Nell’anno che segna i suoi primi dieci anni di vita, la redazione del giornale di strada “Foglio di Via” – edito dall’associazione di volontariato Fratelli della Stazione – ha deciso di recuperare quelle storie, di rimetterle in piazza, di riascoltare le voci di chi vive in strada. La storia di Gianni che si avvicina alla panchina e chiede “solo un letto in cui poter allungare le gambe e farle riposare”. Quella di Andrea, che in sella ad una bici ha girato l’Italia ed ora tutti lo conoscono come l’eroe dei migranti rumeni. O quella di Michele, che va in giro con le sue inseparabili buste di plastica in cui conserva tutta la sua vita.

Del libro e del fenomeno della povertà analizzato sotto molteplici aspetti, ne hanno parlato Claudio de Martino, Fratelli della Stazione, Concetta Danese, sociologa, Giuseppe Beccia, Bibliocafè Skantinato 58, Antonio D’Apice, assessore ai Servizi Sociali del lib1Comune di Troia, Emiliano Moccia, direttore di FogliodiVia; un incontro animato anche dal dibattito che ha coinvolto i tanti partecipanti alla prima presentazione ufficiale del libro. “Eravamo davvero tanti ad ascoltare le storie di Eugenio, Marian, Ali, Dino, Ibrahim, Gianni e i tanti senza fissa dimora le cui vite si snodano tra le rotaie e i vagoni della Stazione di Foggia” ha scritto sulla sua pagina facebook Giuseppe Beccia, che insieme a sua moglie Chiara porta avanti Skantinato 58. E nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato “al dibattito sulla povertà, sul disagio sociale, sulla vita di strada” ha rilanciato alla comunità presente la riflessione incentrata su “cosa possiamo e dobbiamo fare”. Intanto, va ricordato che una parte del ricavato della vendita del libricino (10 euro, edizioni fogliodivia) servirà a sostenere il dormitorio d’emergenza per senzafissadimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori di Foggia che garantisce l’accoglienza di 15 persone.

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