Diritti, residenza anagrafica e dignità. Cerignola ha accolto le storie di ‘Binario Zero’

La toccante testimonianza di suor Paola Palmieri, dell’Istituto Figlie della Carità, che ha raccontato dell’incontro quotidiano con i migranti che vivono a Borgo Tre Titoli. La storia di Belle, giovane camerunense arrivato in Italia con il sogno di una vita migliore e che adess10999978_865005736870529_7500994915801054574_no svolge attività di volontariato in favore dei migranti come lui che hanno bisogno di un aiuto. L’impegno di Paap Ndiaay Djamiil , che a Cerignola insieme ad altri cittadini africani ha dato vita alla prima associazioni d migranti ‘Ghetto Out – Nelson Mandela’. E poi le storie di Eugenio, di Hamed, di Salvatore, di Abdou, di Dino. Anche ieri a Cerignola sono sgusciate fuori dalle pagine del libro per raccontarsi, per farsi ascoltare, per riproporre con forza i temi della povertà e dell’ingiustizia sociale. Merito dell’Associazione culturale Oltre Babele – promotrice della Fiera del libro, dell’editoria e del giornalismo – e dell’Associazione Avvocati di Strada che presso l’ExOpera hanno ospitato la presentazione del libro ‘Binario Zero. Storie da foglio di via’.

Un’altra serata all’insegna della condivisione della riflessione, della voglia di capire cosa fare per miglorare la vita di quanti – per i motivi più svariati – sono fini in strada. Fra gli ultimi, fra gli emarginati. Storie di perdenti, sì, come perdenti molte volte sono i volontari che provano a dare una mano, a portare conforto, ma che poi nel concreto non sempre riescono a trovare soluzioni ideale. Anche grazie all’imbarazzante assenza delle Istituzioni, che faticano a programmare interventi strutturati e ragionati in materia di contrasto alla povertà. Perché quel che appare chiaro, è che strutture come dormitori pubblici, centri diurni,mense sociale – che sarebbe importante se fossero sostenute o promosse dai Comuni anziché affidarsi per questi interventi di assistenza solo a parrocchie e volontari – da sole non basterebbero se non venissero garantiti anche i diritti.

A partire dal diritto alla residenza anagrafica, che aprirebbe di fatto una serie di diritti alle persone senzafissadimora. Come il diritto al voto, all’assistenza sanitaria, ad una eventuale pensione… Ma le Amministrazioni Comunali, Foggia e Cerignola non si distinguono per brillantezza, stentano a riconoscere tale diritto. Eccesso di burocrazia, cambio di Amministrazione che non favorisce la continuità dei servizi, ignoranza normativa di dirigenti ed amministratori. I problemi sono ancora tanti. Per questo, allora, ci piace continuare ad andare in giro a parlare di ‘Binario Zero’. Perché abbiamo notato che crea occasioni di confronto, di dibattito, di interrogativi. E ci ricorda, come ha detto suor Paola che siamo “uno strumento per far conoscere le storie degli ultimi”.

Ed allora, proseguiamo il viaggio.  Perché il fenomeno della povertà è in aumento. Perdita del lavoro, crisi economica, dipendenza dal gioco d’azzardo, padri separati. Nuovi volti, nuove povertà che popolano sempre di più i luoghi di ricovero per chi una casa non l’ha più. Stazioni, vagoni abbandonati, sale d’attesa, panchine. Come le panchine in cui sono nate le storie raccolte nel libro. Una parte del ricavato della vendita del libricino (10 euro) servirà a sostenere il dormitorio per senzafissadimora allestito nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori a Foggia.

emiliano

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