Manfredonia, ‘Binario Zero’ per la ‘Giornata Mondiale del Rifugiato’ del 20 giugno

profughi-rifugiatiIl 20 giugno si celebra la ‘Giornata Mondiale del Rifugiato’, istituita nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per ricordare la condizione di milioni di persone in tutti i continenti costrette a fuggire dai loro Paesi e dalle loro case a causa di persecuzioni, torture, violazioni di diritti umani, conflitti. L’assemblea generale dell’Onu, con una risoluzione adottata all’unanimità, decise di dedicare una giornata mondiale ai rifugiati, per riaffermare i valori sui quali sono basati gli accordi internazionali in materia di protezione dei rifugiati. La giornata, riconosciuta a livello universale, costituisce un sostegno agli sforzi che l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), le Ong e le altre organizzazioni impegnate nel settore compiono congiuntamente per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze dei rifugiati.

A Manfredonia, grazie alla collaborazione tra Comune, Arcidiocesi di Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste, Missionari Scalabriniano, cooperativa Iris, Consorzio Aranea, sono state organizzate una serie di iniziative tematiche. Far queste, sabato 20 giugno alle ore 18.00 sulla punta del Molo di Ponete ci sarà la Veglia di preghiera ‘Dal profondo del mare’ per la commemorazione dei migranti morti in mare. Alle ore 20.00, invece, presso la Casa dei Diritti a Siponto ci sarà la presentazione del libro ‘Binario zero. Storie da foglio di via’, curato del giornale di strada Foglio di Via che ha raccolto le storie dei senzafissadimora – italiani e migranti – che vivono nella stazione di Foggia.

Quelle di ‘Binario Zero’ sono piccole storie da raccontare. Da condividere. Nate dalla polvere, dalla strada. Senzatetto, vagabondi, sans-papiers. Italiani e migranti. Storie da foglio di via, raccontate sul piazzale della stazione di Foggia. Un immaginario binario zero, che racchiude tante storie e che dà il titolo al libro che racchiude le vicende di Eugenio, Marian, Ali, Dino, Ibrahim, Michele e di tanti altri senzafissadimora che vivono nei pressi della stazione ferroviaria di Foggia. Un libro che vuole essere uno strumento per riflettere sul tema della povertà, per ascoltare le storie di chi vive in fragilità sociale, per respirare l’odore nauseabondo che viene fuori.

 

 

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