Torremaggiore, ‘Binario Zero’ alla ‘Bottega dei Miracoli’ per parlare di povertà ed immigrazione

Abbiamo parlato circondati dai libri e protetti dal vino. Abbiamo condiviso le storie dei senza fissa dimora di Foggia. E lo abbiamo fatto grazie all’accoglienza, alla disponibilità, all’ascolto e alla partecipazione mostrata dagli organizzatori e da quanti ieri sera hanno deciso di trascorrere la loro serata nella Libreria&Vineria ‘La Bottega dei Miracoli’ di TorremagTORRE3giore. Un’occasione per parlare di povertà, di immigrazione, di linguaggio corretto, di attenzione verso gli ultimi. Ma anche del Gran Ghetto, di ciò che ognuno di noi potrebbe fare per migliorare le condizioni di vita di quanti vivono ai margini.

Le storie di Eugenio, Marian, Ali, Dino, Ibrahim, Michele e di tanti altri senzafissadimora, dunque, sono arrivate anche a Torremaggiore, nell’Alto Tavoliere. Il tour prosegue, continua. E speriamo non abbia sosta. Perché c’è voglia di ascoltare, di capire, di conoscere. Di avvicinarsi a quanti per i motivi più diversi hanno eletto la strada come loro dimora. Mancanza di residenza anagrafica, difficoltà ad accedere ai servizi, senso di solitudine, rassegnazione. Sono le inquietudini ed i disagi che bussano alla porta dei senza fissa dimora, ma sono anche le paure che spaventano tutti coloro che si credono lontani dalla povertà, dalla miseria, dall’emarginazione. Perché oggi c’è poco da fare: basta poco per ritrovarsi fuori dal confine, in strada, tra senzatetto, vagabondi, sans-papiers. Italiani e migranti.

Anche per questo, nell’anno che segna i suoi primi dieci anni di vita, la redazione del giornale di strada ‘Foglio di Via’ – edito dall’associazione di volontariato Fratelli della Stazione – ha deciso di recuperare quelle storie, di rimetterle in piazza, di riascoltare le voci di chi vive in strada. ‘Binario Zero. Storie da foglio di via’. E’ in partenza. E’ inTORRE arrivo. E’ pronto a ripartire, a rimettersi sulla strada. Perché ci sono nuovi volti, nuove povertà che popolano sempre di più i luoghi di ricovero per chi una casa non l’ha più. Stazioni, vagoni abbandonati, sale d’attesa, panchine. Come le panchine in cui sono nate le storie raccolte nel libro. Senza dimenticare, che una parte del ricavato della vendita del libricino (10 euro) servirà a sostenere ildormitorio per senzafissadimora allestito a Sant’Alfonso de’ Liguori.

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